martedì 12 febbraio 2013

In esclusiva Tabula il nuovo videoclip dei Verbal.


Il reale è imprevedibile”. Tabula, il nuovo singolo dei Verbal a meno di un anno dall'uscita dell'omonimo disco d'esordio, è un inno alla complessità del mondo, dove ogni cosa muta, si trasforma e assume nuovi significati, che svicolano e annientano i confini, proprio come il transrock cine(ma)tico e ossessivo dei Verbal. Un traccia di nove minuti concepita come un costante fluire di elettricità, ritmo, squarci evocativi e accelerazioni nevrotiche, nella quale la macchina sonora di casa Neverlab dimostra l'evoluzione espressiva di un sound potente ed immaginifico.


Il brano, pensato inizialmente per la partecipazione ad un contest sulla chimica dell'edizione 2011 di BergamoScienza, vede la partecipazione dell'ex cantante dei Bancale Luca Barachetti, che ha ha prestato la voce e scritto il testo, una riflessione sull'inevitabile modificarsi del mondo, dove qualsiasi giudizio sicuro e inquisitorio perde di significato dinanzi alla feconda labilità di ogni cosa (“ascolta ogni parte del tutto che sibila labile tutto / il suo essere labile”), come suggerisce anche il frammento dal “De rerum natura” di Lucrezio inserito nel brano.

Dal singolo è stato poi tratto un video che riprende alcune splendide scene di uno degli ultimi capolavori del cinema muto, “La passione di Giovanna d'Arco” di Carl Theodor Dreyer, dove la vicenda della donna, considerata allo stesso tempo santa eretica e pazza, diventa il corrispettivo sonoro del brano, sia in quanto a carica emozionale che a significato, laddove l'immagine finale del fuoco, da sempre elemento di mutazione, diventa uno dei simboli di tutta l'operazione.

Intanto i Verbal continuano il loro “Tabula Tour 2012/2013”, che si concluderà ad aprile 2013 con una data-festa di chiusura al Bloom di Mezzago (MB), totalizzando in appena un anno oltre 70 date, traguardo assolutamente invidiabile per una band all'esordio. 


“TABULA” - LA MUSICA

Tabula vede la luce, in forma embrionale, dalla la partecipazione a Bergamo Scienza 2011 e dalla collaborazione con Luca Barachetti, ex voce dei Bancale. E' un brano oscuro e matematico che intende esplorare il terreno maledetto dell'ossessione, dell'incomunicabilità e dell'assenza di verità certe. In Tabula gli intrecci reiterati delle chitarre non sono una massa monolitica, ma creano un effetto di smarrimento e di costante fluire; una sorta di dinamismo statico.


“TABULA” - IL TESTO 

Nel testo il continuo ricombinarsi degli atomi in molecole sempre diverse che formano tutta la materia conosciuta è il punto di partenza per una riflessione sulla realtà umana, dove la complessità delle cose e il loro continuo mutare mette in crisi una visione monolitica e assolutistica del mondo (“non dividere tra buono e cattivo / quello che credi immobile”), la stessa che sembra suggerire Lucrezio nel suo “De rerum natura”, di cui viene citato un bellissimo frammento del libro V. In parallelo alcune parole chiave (“materia”, “muta”, “variabile”) cambiano di senso a seconda della posizione nel testo, proprio come gli atomi.  Ma il tutto nasconde un'imperfezione finale, perché nella sua imprevedibilità è il reale ad “essere” imperfetto.


“TABULA” - IL VIDEO

La passione di Giovanna d'Arco” (“La passion de Jeanne d'Arc”) è un film muto del 1928 diretto da Carl Theodor Dreyer, tratto dal romanzo “Vie de Jeanne d'Arc” di Joseph Delteil e dagli atti del processo.
Questo film è da molti considerato l'ultimo capolavoro del cinema muto; il regista volle infatti creare una "sinfonia" di primi e primissimi piani dell'eroina, dei suoi accusatori e degli altri personaggi, prescindendo quasi completamente dal tempo e dal luogo della rappresentazione. Il risultato fu così un film senza tempo, dove il tema assoluto è il dolore nelle sue diverse forme, uno dei migliori poemi cinematografici sulla sofferenza e sul volto umano.
La scelta dei Verbal di fondere Tabula con le scene finali de La Passione di Giovanna d'Arco è dovuta principalmente all'estremo senso di relativismo che caratterizza sia il film che la musica. L'assenza di collocazione storica e l'ossessivo uso del primopiano, rendono ancora più complessa la comprensione del processo ad una donna definita sia pazza, che eretica, che santa. Questa splendida esasperazione visiva è sembrata l'immagina perfetta per una musica intrisa di smarrimento che ha come postulato "non dividere tra buono e cattivo".

In esclusiva per Stordisco ecco Tabula: 

Buona Visione.

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